Link Molto Belli: L'affaire Duolingo
Edizione NOIR.
Ciao,
mi chiamo Pietro Minto e faccio il giornalista da tanto tempo, questa è Link Molto Belli, e questa settimana parleremo di un caso di morte e di marketing. Morketing? Forse. Buona lettura.
La mappa dei trasporti del parco di divertimenti Walt Disney World, in Florida, tecnicamente il decimo sistema di mezzi “pubblici” in tutti gli Stati Uniti. Fa ridere ma anche riflettere.
Qualche link veloce prima del nostro caso
Intervista al blogger che da dieci anni, ogni giorno, disegna il Titanic.
Il difficile rapporto tra ChatGPT e scuola: su Lucy, la raccolta di idee e testimonianze che ho ricevuto da inseganti, maestri e maestre riguardo le AI e la scuola.
È forse questa la primissima foto di un UFO della storia?
Questa settimana c’è stato l’85esimo anniversario del primo cartone di Tom & Jerry. Respect.
Il podcast di true crime che macina milioni di ascolti con casi generati con le AI.
L’anno scorso mi guardai tutta Skibidi Toilet per raccontarla a tutte voi. Credo sia una cosa piuttosto seria – al di là delle teste che escono dai water – e quindi ecco un’analisi della serie. Si parla di guerra e sorveglianza e vergogna e paura. :)
E poi, la puntata di Screenshot di questa settimana, dedicata agli attacchi della destra americana a… Wikipedia. Mancava giusto lei.
Ma veniamo alla morte di Duo
(via)
Duolingo è un applicazione nata nel 2011 per aiutare l’apprendimento di lingue straniere attraverso una serie di giochi ed esercizi da fare ogni giorno. Tempo fa l’ho provata per il francese, che studiai alle scuole medie (je suis en train d’aller à la maison, motherfuckers) ma dopo qualche settimana mi son chiesto come fosse possibile imparare davvero una lingua senza… studiare i verbi, ad esempio. E infatti secondo me non funziona così tanto, Duolingo, specie se è l’unica fonte di apprendimento che si ha; ma questa è un’altra storia.
Il punto è che Duolingo usa da qualche anno una comunicazione molto esplicita ed “edgy”, incentrata su Duo, il gufo verde che è la mascotte del servizio ed è dotato di Emozioni Forti™: Duo, infatti, è felice di vederti fare gli esercizi e ci rimane male quando te ne dimentichi. È come un Tamagotchi che non ha bisogno di mangiare o fare la cacca, solo di romperti i maroni.
Questa settimana Duolingo ha fatto due cose, molto diverse l’una dall’altra. La prima è stata pubblicare “The Duolingo Handbook” (pdf), un documento anche interessante sulla filosofia aziendale e la sua strategia comunicativa, da cui ho tratto la febbrile immagine qui sopra. La seconda è stata uccidere Duo. E non dico “uccidere” così, alla leggera, giacché la sua morte è stata improvvisa e, temo, violenta.
Perché un’azienda così innovativa ha deciso di prendere il suo simbolo e ucciderlo? Un sacrificio pagano? O una replica di quando il cartone I Griffin ha fatto finta di uccidere Brian, per poi resuscitarlo qualche puntata dopo? Più probabilmente Duolingo ha deciso di seguire l’esempio di Planters, azienda di snack, che nel 2020 uccise Mr. Peanuts, la sua storica mascotte. Mr. Peanuts si chiamava in realtà Bartholomew Richard Fitzgerald-Smythe ed era un arachide con cilindro e monocolo e scrivendo queste parole mi rendo conto di quanto sia difficile provare compassione per esso.
Il caso di Duo è però diverso. Secondo il canone ufficiale dell’azienda (video su X), infatti, Mr. Peanuts sacrificò la propria vita per salvare gli attori Wesley Snipes e Matt Walsh, che ne hanno preso il posto. Una morte da eroe – ci sono religioni che sono nate per molto meno.
Ma Duo… Duo com’è morto?
Suicidio, a quanto pare. Cioè, non lo dico io, son quelli di Duolingo che hanno postato un video con delle altre mascotte (minori) dell’applicazione, stese a terra con le X negli occhi, e una musichina trendy che dice “I try not to kill myself”.
Mentre qualcuno proponeva l’inevitabile paragone con la strage di Jonestown, gli altri brand hanno tentato di rispondere alla notizia con il consueto mix di ironia e autopromozione. Ma la questione del presunto suicidio alleggiava ormai sull’affaire Duo rendendolo molto più sordido del caso Mr. Peanuts. A un certo punto, pure la World Health Organization (o meglio, il suo social media manager) si è tuffata nel merdone con una simpaticissima richiesta di chiarezza sulla causa della morte fittizia, addirittura. Non proprio la scelta migliore per la WHO, a mio avviso, ma anche questo è il 2025.
Duolingo, in compenso, se la passa benissimo: dopo aver passato anni a pubblicare cose strane su Twitter e TikTok, con ottimi risultati, ora ha alzato l’asticella, inscendando il suicidio del suo testimonial stesso, il tutto mentre il suo titolo in borsa raggiungeva il suo massimo storico in borsa: povero Duo.
Ma è solo l’inizio. Seguiranno altri brand con altre idee ciniche e tutte pazze. Forse toccherà all’FBI, che da tempo ha un approccio simpaticone ai social. O forse sarà la Findus a far perire il suo capitano, magari trafitto da una fiocina lanciata dal ragazzino della Kinder radicalizzatosi online. O il Mulino Bianco sarà reso al suolo per costruire un nuovo mall. In qualunque caso, quante risate che ci faremo con i nostri brand!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LINK BONUS per chi è arrivato fin qui: Firerama, un canale che crea “giochi che funzionano dentro video di YouTube” (via).
Ed è tutto, oggi è andata così. A sabato prossimo, ciao.






Forse il gufo tornerà potenziato, come Gandalf. Oppure sarà sostituito da un'altra mascotte sempre scassamaroni ma più minacciosa, come un corvo
Non so se ci hai fatto caso, ma se arrivi all'ultimissima pagina dell'handbook, proprio a piè di pagina, c'è praticamente il logo di Lumon (Severance) con la silhouette di Duo.